Disegni, esperimenti, pubblicità contro, povertà antiche e nuove di Lauro Melotti
Una retrospettiva completa che comprende : elaborati grafici e campagne pubblicitarie, edizioni l’imitate d’arredo, la produzione dei suoi contenitori in pelle e infine l’opera scultorea . Un percorso didascalico di una mente raffinata e poliedrica incline alla ricerca di una proporzione ed armonia perduta. Gli spazi di Arrivabene2 si presentano come un grande quaderno d’appunti dove si distribuiscono ,in un’apparente casualità, le riflessioni e le intuizioni di Melotti progettista.
Il metaprogetto diventa supporto scenografico e di racconto degli oggetti esposti, svelando il processo teorico che vede come obbiettivo la gestione e l’indirizzo strategico del processo di transizione tra la fase istruttoria del progetto e la fase di formalizzazione e sintesi dello stesso. Ecco che attraverso questo meccanismo prima analitico e poi concettuale , si materializzano le collezioni in quella fase esecutiva dove il controllo formale si manifesta in una FORMA pura, semplice, minimale e in alcuni momenti quasi astratta. Sempre in bilico tra sperimentazione e teoria, l’opera di Melotti si presenta con quella grazia e sofisticata eleganza che si poteva scorgere frequentando il suo Spazio-Atelier dove gli oggetti realizzati prendevano posto con quella spontaneità sorniona del suo creatore.
Seguendo questa sua lezione, gli oggetti presenti in galleria si incontrano lungo il percorso ,creando una connessione tra forme e funzioni , volumi e superfici, materia e colori esprimendo visivamente uno dei concetti che a sempre attanagliato Melotti : “quando finisce un materiale e ne comincia un altro o continua lo stesso , nasce il problema della connessione. Li, si gioca la bellezza o meno di una costruzione”. La sua proprietà di sintesi gli ha permesso di raggiungere un linguaggio formale distintivo sia nella produzione delle sue borse , chiamandole per nome, che nelle opere più visionarie o poetiche.
Tra queste ultime ecco la serie dei “lettori di vento” o le sue famose lampade passive prive di lampadine. Non illuminano niente ma riflettono, questo si , la luce, sui loro dorsi di lamierina metallica. In quanto essere passive c’è da vedere. Stanno lì, silenziose presenze, come gente che ha già dato e che anzi ora vuol riprendersi quello che ha distribuito . In questa sua assoluta avanguardia Lauro Melotti ci invita alla riflessione e alla capacità di osservare tutto quello che ci circonda perché “le FORME sono dappertutto” basta solo saperle guardare.
Contributo critico ed allestimenti a cura di SapzioArrivabene2.





